Pasta o riso: quale fa salire meno la glicemia secondo i diabetologi

Pasta o riso: quale fa salire meno la glicemia secondo i diabetologi
25 Ottobre 2026

La risposta alla domanda su quale scelta alzi meno la glicemia non è una gara semplice tra pasta e riso. Dipende da varietà, metodo di cottura, porzioni e abbinamenti nel piatto. “Per molti pazienti la differenza è notevole, ma il contesto è tutto”, osserva un diabetologo, ricordando che non esiste una regola unica e assoluta.

Pasta e riso: come cambia l’amido nel corpo

Quando parliamo di amidi, parliamo di come il corpo li trasforma in glucosio. La pasta, specialmente di grano duro, forma una rete compatta che rallenta la digestione dell’amido. Il riso, soprattutto quello bianco e corto, tende a essere più rapido per via della maggiore amilosio/amilopectina e della gelatinizzazione più spinta. Risultato: picchi glicemici spesso diversi a parità di carboidrati.

Indice glicemico e carico glicemico

L’indice glicemico (IG) misura quanto un alimento innalza la glicemia rispetto al glucosio, mentre il carico glicemico (CG) considera anche la porzione. Una pasta “al dente” ha in media un IG moderato, spesso inferiore al riso bianco comune. Ma se le porzioni aumentano, anche un IG moderato può portare a un CG alto. “Non fissiamoci solo sull’IG: conta quanto e con cosa mangiamo”, ricordano i diabetologi.

Perché la pasta spesso è più favorevole

La pasta “al dente” mantiene una struttura più resistente, rallentando l’assorbimento del glucosio. Raffreddarla e poi riscaldarla favorisce l’amido “resistente”, che impatta meno sulla glicemia. Le versioni integrali o di legumi aggiungono più fibre e proteine, con ulteriore effetto saziante e profilo più stabile. Se però la pasta è molto cotta, condita con sughi zuccherini e in porzioni ampie, la risposta può diventare più rapida e marcata.

Non tutti i risi sono uguali

Il riso non è un monolite. Alcune varietà, come il basmati, hanno un IG più basso grazie al maggior contenuto di amilosio. Anche il riso parboiled e quello integrale possono comportarsi meglio del riso bianco comune. Lavare il riso, cuocerlo al dente, poi raffreddarlo in frigorifero e consumarlo a temperatura ambiente può aumentare l’amido resistente e attenuare il picco. “Un basmati cotto bene e raffreddato può avvicinarsi alla pasta al dente in termini di risposta glicemica”, sottolinea un clinico.

Porzioni, abbinamenti e tempismo

Oltre alla scelta tra pasta e riso, contano molto le strategie nel piatto quotidiano. Fibre, proteine e grassi buoni rallentano lo svuotamento gastrico e smorzano i picchi. L’ordine con cui si mangiano i cibi – prima verdure, poi proteine e per ultimi i carboidrati – può migliorare la curva glicemica. Piccole quantità di aceto o limone nel condimento possono ridurre la risposta postprandiale.

  • Scegli cottura “al dente” e sperimenta il raffreddamento per creare amido resistente. Abbina verdure ricche di fibre, proteine magre e grassi buoni. Preferisci porzioni di carboidrati “a pugno” e valuta varietà di riso come basmati o parboiled. Evita sughi zuccherini e cotture prolungate. Considera piatti unici con legumi per aumentare fibre e sazietà. Se puoi, mangia le verdure prima del carboidrato.

Cosa dicono i diabetologi

“Se guardiamo ai dati di IG, la pasta cotta al dente tende, in media, a impattare meno del riso bianco corto”, affermano molti specialisti. Tuttavia, “la variabilità individuale è enorme: lo stesso piatto può dare curve diverse in persone diverse”. Da qui l’invito alla personalizzazione: chi ha accesso a glucometro o sensore può verificare la propria risposta. “Non esistono alimenti proibiti, ma scelte più o meno strategiche”, con attenzione a porzioni, abbinamenti e frequenza.

Quando preferire l’uno o l’altro

Se cerchi la massima stabilità, la pasta di grano duro “al dente” è spesso un’opzione più prevedibile. Se ami il riso, orientati su basmati, integrale o parboiled, con cottura controllata e preferenza per piatti freddi o tiepidi che sfruttano l’amido resistente. In entrambi i casi, condimenti semplici – olio extravergine, verdure, erbe, pesce o legumi – fanno la differenza.

Esempi pratici

Un piatto di pasta integrale “al dente” con zucchine, ceci, olio extravergine e scaglie di limone offre fibre, proteine e grassi buoni. Un’alternativa è un’insalata di riso basmati cotto, raffreddato, con tonno, pomodori, olive e aceto di mele, servita tiepida per un impatto più graduale. “L’obiettivo è un pasto che non solo piaccia, ma che lasci una curva glicemica più dolce”, ricorda un diabetologo.

In sintesi, nella quotidianità di molte persone con diabete, la pasta “al dente” tende a far salire meno la glicemia del riso bianco comune. Ma con scelte mirate – varietà giuste, cottura attenta, raffreddamento e abbinamenti smart – anche il riso può diventare un alleato più gentile. La chiave rimane ascoltare il proprio corpo, misurare quando possibile e costruire abitudini sostenibili.

Roberto Burioni

Autore

Roberto Burioni

Roberto Burioni è redattore presso AgenziaMedica, portale di informazione sanitaria dedicato ai pazienti. Si occupa della redazione e della revisione di contenuti medico-sanitari, con l'obiettivo di offrire un'informazione chiara, accessibile e aggiornata su strutture sanitarie, patologie e servizi di salute in Italia.