Due cambiamenti al piano di corsa: allenamento più costante che mai

Due cambiamenti al piano di corsa: allenamento più costante che mai
20 Giugno 2026

Dopo una notevole perdita di peso, ho trascorso anni ad allenarmi duramente e a spingermi oltre i limiti per diventare l’atleta migliore che potessi essere. In quel periodo della mia vita avevo il tempo e la motivazione necessari per seguire un programma di allenamento rigido e impegnativo per la corsa.

Con il tempo, le mie circostanze sono cambiate e l’allenamento è passato in secondo piano. Ho capito che sarebbe stato impossibile mantenere lo stesso programma a cui ero abituato e qualcosa doveva cambiare.

Dopo un anno trascorso a tentare di forzare me stesso a rientrare nelle vecchie abitudini di allenamento, ho finalmente capito che l’unica cosa da introdurre nel mio training era la flessibilità. Dovevo smettere di avere una mentalità tutto o niente e iniziare ad adattarmi sul posto quando serviva — e fare ciò che mi sembrava giusto in base al mio recupero, ai livelli di energia e alla motivazione.

L’unica cosa certa era che il movimento doveva rimanere una priorità, e dovevo trovare un modo per mantenerlo parte della mia routine quotidiana senza esaurirmi.

Ho fatto tutto questo controllando regolarmente quanto mi stavo recuperando dall’allenamento e cambiando il piano quando era necessario. Ecco come l’ho fatto.

1. Valutare il recupero

Controllare quanto si è recuperati è fondamentale per evitare l’esaurimento e il sovrallenamento. Non mi riferisco solo a controllare i dati del Garmin o dell’Oura, anche se li trovo utili.

Mi riferisco a verificare quotidianamente il tuo livello di energia, eventuali dolori residui e come ti senti mentalmente riguardo all’allenamento pianificato.

Essere doloranti è normale, ma non permettere ai muscoli di ricostruirsi tra sforzi intensi o lunghi può causare infortuni a lungo andare, quindi è importante capire se la dolenza è tipica o atipica.

Per quanto riguarda i livelli di energia, riposare a dovere è una sfida per molte persone — la vita può essere caotica ed esigente.

Tendenzialmente riesco a funzionare bene anche con poco sonno, ma continuare ad allenarmi dopo giorni o settimane di sonno scarso può portarmi al punto in cui il mio corpo non riesce a recuperare bene dagli allenamenti e il rischio di infortunio aumenta. Se mi sento insolitamente stanco, so che è tempo di apportare modifiche al piano di allenamento settimanale.

Mi piace anche valutare come mi sento mentalmente. Sono entusiasta per il mio allenamento o lo temo? Se sento che l’allenamento mi sottrae tempo dalla giornata invece che aggiungerle qualcosa di positivo, potrei concedermi un pisolino o del tempo con un amico.

2. Adattarsi quando serve

Ho iniziato ad allenarmi per perdere peso, ma è diventato anche un modo per gestire la mia salute mentale, aumentare la fiducia in me stessa e migliorare la mia forma fisica. Mi rende felice, ed è importante per me che continui a farlo in modo positivo, anziché percepirlo come una punizione.

Mi assicuro che accada adattando i miei allenamenti quando ne sento la necessità. Se sento che le gambe impiegano più del normale a recuperare dopo uno sforzo intenso, posso accorciare un po’ l’allenamento e aggiungere invece una sessione di mobilità.

Se non mi va di correre come previsto, ma desidero comunque stare all’aperto e muovermi, potrei sostituire la corsa lunga con un’escursione o una camminata. A volte, metto da parte il lavoro di velocità e opto per un allenamento di intensità minore.

Ci sono persino momenti in cui sento di aver bisogno davvero di una pausa e, invece di allenarmi, faccio una passeggiata e prendo un pranzo fuori con un amico, oppure faccio un pisolino.

Cerco di non farlo diventare una consuetudine, ma se lo sento davvero, ascolto quel richiamo. Ho scoperto che così posso continuare ad allenarmi senza arrivare al punto di esaurirmi.

3. Perché ha funzionato

In sintesi, la flessibilità significa costanza. Accorciando occasionalmente una corsa, optando per una escursione o una passeggiata con un amico, o decidendo di fare forza o mobilità invece del lavoro di velocità, riesco a mantenere una maggiore coerenza nell’allenamento.

Potrebbe apparire diverso, ma continuo a muovermi in modo costante e a sentire i benefici di quel movimento.

Rimanere mentalmente coinvolto nell’allenamento è tanto importante quanto resistere alle richieste fisiche di un allenamento: essere flessibili nell’allenamento mi aiuta a rimanere mentalmente dentro di esso.

Se fai fatica ad allenarti regolarmente, soprattutto se sei una persona che di solito segue un piano rigido, ti consiglio vivamente di concederti un po’ di grazia e flessibilità. Farlo ha fatto una grande differenza per me.

Ho anche trovato utile tenere un diario del processo. Ho scoperto che scrivere su come mi sento prima e dopo un allenamento, una siesta o una camminata, mi permette di vedere come la flessibilità influisce positivamente sul percorso. Vale la pena provarlo se ti senti nervoso all’idea di concederti più flessibilità nel tuo piano di allenamento.

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Daniele Badaloni

Autore

Daniele Badaloni

Daniele Badaloni è redattore presso AgenziaMedica, portale di informazione sanitaria dedicato ai pazienti. Si occupa della redazione e della revisione di contenuti medico-sanitari, con l'obiettivo di offrire un'informazione chiara, accessibile e aggiornata su strutture sanitarie, patologie e servizi di salute in Italia.