5 miti comuni sull’ansia e perché sono completamente sbagliati

5 miti comuni sull’ansia e perché sono completamente sbagliati
25 Ottobre 2026

L’ansia è alle stelle in questi giorni — secondo un recente sondaggio dell’Associazione Psichiatrica Americana (APA), quasi la metà degli americani si sente più ansioso quest’anno rispetto all’anno scorso, e il 28% delle persone intervistate ha chiesto aiuto a uno specialista della salute mentale nell’ultimo anno. Eppure, nonostante i disturbi d’ansia siano la preoccupazione di salute mentale più comune nel paese, ci sono ancora molti miti, voci e fraintendimenti su di essi.

Prima di tutto, c’è una differenza tra ansia quotidiana — quel senso di disagio e nervosismo che provi quando ti convocano a un incontro improvviso con il tuo capo, o quando attendi i risultati di esami medici — e i disturbi d’ansia. Per chi vive con un disturbo d’ansia, sentimenti intensi di paura e disagio possono diventare travolgenti, ostacolando la tua quotidianità, spiega Aaron Telnes, psicologo iscritto in Alberta, Canada.

Qui, gli esperti chiariscono i fatti.

Mito #1: Se hai un disturbo d’ansia, puoi semplicemente imparare a rilassarti e non preoccuparti così tanto.

La verità: Immagina come ti senti quando temi per tuo figlio che venga bullizzato, quando sei in ritardo al lavoro perché l’auto non parte, o quando temi che il tuo lavoro venga sostituito dall’IA. Queste sono paure legittime, basate su situazioni stressanti e concrete. Ora immagina quel tipo di paura e disagio riferiti a minacce che sono sia reali sia immaginate (o esagerate) e che sono difficili da scacciare, e che si fanno sentire nel corpo. A volte la paura persiste anche dopo che ciò che temevano è finito. Ad esempio, è comune essere nervosi prima di una valutazione delle prestazioni, ma una persona con disturbo d’ansia può fissarsi sull’accaduto, su qualcosa che avrebbe voluto dire diversamente, provocando un senso di rovina, sudorazione e difficoltà a concentrarsi o a dormire. Se preoccupazioni estremamente intense e sproporzionate rispetto agli eventi reali hanno interferito con la tua capacità di funzionare al lavoro o a casa per oltre poche settimane, consulta un terapista che tratti i disturbi d’ansia, consiglia Telnes.

Mito #2: L’ansia è tutta in testa.

La verità: Sebbene i pensieri ossessivi e le preoccupazioni prendano posto nella testa, l’ansia può riverberarsi in tutto il corpo, provocando sintomi fisici reali. Possono includere tremori, dolore al petto, palpitazioni, nausea e sensazione di vertigini, dice Karen Surowiec, Psy.D., neuropsicologa del Manhattan Psychology Group. Spiega che le paure e le preoccupazioni possono far scattare la risposta di “lotta o fuga” del corpo, rilasciando ormoni che tendono i muscoli e accelerano il battito cardiaco e la respirazione. L’ansia può provocare mal di stomaco e altri problemi gastrointestinali, poiché cervello e intestino condividono una connessione. Tale collegamento va in entrambe le direzioni: uno studio ha rilevato che il 44% delle persone con la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) aveva ansia rispetto all’8% senza IBS. Tutto ciò significa che anche se le paure che provi non si realizzano, potrebbero provocare una reazione fisica molto reale.

Mito #3: Ok, quindi sei solo un po’ timido, qual è il problema?

La verità: Alcuni di noi sono introversi e si sentono più a loro agio a rilassarsi con un buon libro piuttosto che a essere al centro di una folla. Ma essere timidi non è necessariamente una condizione di salute mentale. Il disturbo d’ansia sociale (SAD), invece, può essere debilitante. Le persone con SAD possono temere di essere giudicate e imbarazzate, il che le porta ad evitare situazioni sociali per mesi o addirittura più a lungo. Questo può ostacolare il lavoro, le relazioni, persino lo shopping in un negozio: possono preoccuparsi che una cassiera chieda loro una domanda a cui non sanno rispondere. E mentre è comune, soprattutto per una persona timida, provare palmi sudati o un battito cardiaco accelerato quando deve parlare con qualcuno di nuovo, le persone con SAD possono avere ulteriori risposte di paura amplificate come rigidità del corpo, mal di stomaco e la sensazione che la mente “vada completamente in blank,” secondo il National Institute of Mental Health. Fortunatamente, la ricerca mostra che la terapia cognitivo-comportamentale è efficace nel trattamento della SAD; anche antidepressivi e farmaci ansiolitici possono aiutare chi soffre di ansia sociale grave.

Mito #4: Se qualcosa ti mette ansia, puoi semplicemente evitarlo.

La verità: Se ci sono certe cose che scatenano la tua ansia — incontri romantici, parlare davanti a un gruppo, viaggiare in aereo — potresti volerle evitare a ogni costo. E sebbene sembri un modo logico per controllare l’ansia, potrebbe effettivamente peggiorarla, afferma Haley Neidich, L.C.S.W., che offre psicoterapia tramite telemedicina. «L’ansia si farà sentire», dice Neidich, e nasconderla può avere effetti non intenzionali. «Parlare delle tue esigenze e evitare interazioni sociali hanno conseguenze gravi», spiega. In effetti, la terapia di esposizione è un trattamento comune per l’ansia. Lavorando con un terapista, le persone ansiose si avvicinano alle loro paure in un ambiente sicuro, afferma Telnes. Quando le cose che temono non accadono, apprendono di poter affrontare queste situazioni in sicurezza. A volte l’esposizione è graduale, usando la realtà virtuale in sicurezza presso lo studio del terapeuta (ad esempio, affrontando un volo simulato per superare la paura di volare) o nel mondo reale. (Una recente meta-analisi ha rilevato che la terapia di esposizione in realtà virtuale, o VRET, può ridurre significativamente i sintomi dell’ansia sociale.) Imparare modi per far fronte nel momento, come riconoscere l’ansia, può anche aiutare: «Dì a te stesso: “Sì, sono ansioso; lo sento nel petto; sembra che stia perdendo il controllo”»; sembra semplice, ma può ridurre immediatamente i sintomi e ti mette in una posizione di risoluzione del problema anziché negare la realtà, afferma Neidich.

Mito #5: Puoi semplicemente scrollarti di dosso l’ansia!

La verità: Non si potrebbe mai dare per scontato di ignorare qualcuno con diabete o malattie cardiache e dirgli di “superarlo”. Ma alcune persone (inclusi alcuni attori famosi e politici) credono erroneamente che la malattia mentale sia un difetto di carattere che si possa superare facilmente. «Questa mentalità è radicata nello stigma della salute mentale e nel negazionismo dei disturbi mentali come reali problemi medici», afferma Neidich. Pur essendo importante lavorare su strategie per avanzare nella vita, negare o reprimere l’ansia non è una soluzione praticabile e può portare ad abuso di sostanze, condizioni di salute croniche, relazioni disfunzionali e insonnia, aggiunge. «Se vuoi sentirti meglio, dovrai riconoscere la tua ansia, sentire i tuoi sentimenti e imparare meccanismi di coping», dice. Questi possono includere tecniche quotidiane per gestire lo stress come l’esercizio fisico; tenere un diario; esercizi di rilassamento come respirazione profonda, meditazione e yoga; e la TCC (terapia cognitivo-comportamentale), che può aiutarti a mettere in discussione le tue reazioni e paure e trovare modi più sani e positivi per affrontarle, sostiene.

In sintesi: se stai vivendo un’ansia che ti provoca un grande disagio e ostacola le tue attività quotidiane e le tue relazioni, c’è aiuto. Chiedi al tuo medico una referenza a un counselor della salute mentale, oppure contatta l’Alleanza Nazionale per la Malattia Mentale (NAMI) per risorse e informazioni.

Roberto Burioni

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Roberto Burioni

Roberto Burioni è redattore presso AgenziaMedica, portale di informazione sanitaria dedicato ai pazienti. Si occupa della redazione e della revisione di contenuti medico-sanitari, con l'obiettivo di offrire un'informazione chiara, accessibile e aggiornata su strutture sanitarie, patologie e servizi di salute in Italia.